lunedì, dicembre 18, 2006

Del verde



Tasmania.
Primi tre giorni.

Uno di quei posti che se trovi un pittore.
Spera che sia ispirato.
Che magari sulla tela ti piazza qualcosa che ci assomigli almeno un poco.
A questa Tasmania.

Ultimo lembo di terra prima dei ghiacci.
Prima dell'Antartide.
E il viaggio sulla nave che da Melbourne ti porta a Davenport un po' di quell'aria gelata te la sbatte in faccia.
A venti nodi.
Tutta d'un tratto.
Che non te l'aspetti.
Proxima estacion.
Antartica.


Spirit of Tasmania

Il viaggio lo fai di notte.
Dieci ore in pieno Oceano.
E la partenza all'imbrunire ha una ragione.
Il tratto di mare che separa la Tasmania dalla mamma terra infatti e' uno dei piu' difficili al mondo.
Se qualcuno segue la vela sapra' che la mitica regata Sydney-Hobart (capitale della Tasmania) ogni anno inghiotte imbarcazioni milionarie.
Per fortuna che di sera l'Oceano un pochino si stanca.
E in Tasmania ti fa arrivare.
Con il fido Forrest che se la dorme in sottocoperta.
Ora.
Dorme e' un po' un azzardo.
Perche' parcheggiata davanti a lui c'e' una macchina particolare.
Una Fiat Mirafiori verde.
Un cimelio da kolossal fantozziano.
Targata Tasmania.
E Forrest inizia a sudare.
Olio.
Mmm signorina Silvani...

Tanto verde in questa Tasmania.
Verde dell'erba.
Verde di piante che crescono solo qui.
Come il Pencil Pine.
Specie unica al mondo, che arriva direttamente dall'ultima Glaciazione.
Gli hanno dedicato pure un lago.
Il Pine Lake.
Uno specchio d'acqua nel mezzo di una vallata scolpita dai venti gelidi e fortissimi.
Che per la natura e' proprio dura mettere radici qui.
Negli ultimi milioni di anni c'e' riuscito soltanto questa specie particolare di pino.
Gli altri coinquilini della zona sono i mitici Muschi e Licheni.
Di quelli che non puoi dire solo Muschi o solo Licheni.
Da che mondo a che mondo ci sono Bonnie e Clyde.
Stanlio e Olio.
Toto' e Peppino.
E perche' no... Muschi e Licheni.


I pecuri

Dallo scenario lunare pui scappare in un quarto d'ora.
Dopo dieci chilometri il paesaggio cambia completamente.
Una foresta intricatissima che cresce intorno al bacino dalle Liffey Falls.
Per arrivarci bisogna scarpinare per circa cinque chilometri.
Ma la vista finale vale la faticata.
Tutto arricchito da un incontro inaspettato.
Un serpente nero che mi attraversa noncurante la strada.
Il primo vero serpente che incontro in Australia.



Il secondo e il terzo giorno se ne vanno camminado.
Scivolando.
Sudando.
Cadendo.
Nuotando.
Una camminata di otto ore attraverso la Great Western Tiers Conservation Area.
La scalata del monte Wild Dog fino a raggiungere le cascate di Meander.
Mi addormento stanchissimo dopo aver pranzato.
Pennichella ad alta quota.
Con un sole che oggi si e' svegliato di buon umore.
Strana cosa qui in Tasmania.
Mi sveglio con due Wallabies (picoli canguri) che stanno bevendo direttamente dalla fonte.
Purtroppo faccio rumore per prendere la macchina fotografica e schizzano nella foresta.




Piccoli in arrivo

In due giorni di cammino e campeggio non incontro nessuno.
Forrest si riposa in uno spiazzo che trovo nella via attraverso i boschi.
Senza accorgermi della sorpresa.
Un fiume li' a due passi.
Dove le trote si fanno l'idromassaggio.
Mentre te.
Alla mattina.
Invece di lavarti la faccia.
Ti tuffi direttamente nella vasca da bagno.
Gelata.
Che ti sveglia piu' di venti caffe'.

Stay tuned.
Che chi non viene sul blog e' un Miniratto in pasto al s"a"rpente.

1 Comments:

Blogger marshall said...

Dalla mia cartina non ho trovato nessuno dei nomi da te indicati. Ma fà niente! me li sono immaginati ugualmente!

E' stata una gran bella lezione di geografia, e anche un pò di storia, a me sconosciuta.
Te ne sono grato, ed ora vado a pranzo per Santo Stefano.
A presto.

12:50 PM  

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